STORIA DELLA FIAT La storia dalle origini ai giorni nostri della casa automobilistica STORIA DELLA FIAT.

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STORIA DELLA FIAT

 
LA STORIA DELLA FIAT DALLE ORIGINI AI GIORNI NOSTRI

Alla fine del secolo scorso, mentre in Francia e Germania l'industria automobilistica tende ad assumere una dimensione industriale, nel nostro paese l'automobile continua a rimanere quasi sconosciuta. La casa tedesca Benz, prima al mondo, attiva dal 1889 e dieci anni dopo produce la duemillesima vettura; le francesi Peugeot e Panhard sono presenti sul mercato dal 1891 e offrono una svariata gamma di tipi. Nel 1901 escono dalle fabbriche francesi sedicimila autovetture, da quelle italiane appena trecento; due anni prima le automobili circolanti in tutta la penisola sono un centinaio, mentre nella sola Parigi i veicoli con motore a scoppio raggiungono le duemila unit. Nel 1898 esistono in Italia tre costruttori che si occupano del nuovo mezzo di trasporto: Lanza e Ceirano a Torino; Ricordi a Milano. Se i primi due riescono ad assemblare circa una decina di esemplari ciascuno, il milanese Giuseppe Ricordi preferisce importare dalla tedesca Benz i telai delle vetture, provvedendo a carrozzarli ed a commercializzarli. Le due aziende torinesi sviluppano quindi - prime in Italia - un proprio prodotto, progettato e realizzato autonomamente. Nei primi mesi del 1899, sempre nel capoluogo piemontese, matura l'idea di fondare una nuova societ per la produzione su scala industriale di automobili.
L'iniziativa parte da un gruppo di aristocratici, possidenti e professionisti, accomunati dalla larghezza di mezzi e da una forte passione per il nuovo veicolo; fino a quel momento i loro incontri avvengono nell'elegante caff Burello, nei pressi della stazione ferroviaria di Porta Nuova. Torino conserva ancora i tratti dell'ex capitale: centro amministrativo e di consumo, sede di banche private e di un ceto benestante interessato pi alla speculazione finanziaria immediata che all'investimento produttivo. L'industria meccanica si basa soprattutto sulle vecchie fondamenta degli opifici governativi, nel mezzo di un complesso disperso e disarticolato di piccole officine e laboratori artigianali. In questo quadro si inserisce l'iniziativa di fondare la Fiat, valida occasione per intraprendere un'attivit economica di ampio respiro, assicurare alla citt la presenza di un settore industriale all'avanguardia e investire patrimoni fino ad allora immobilizzati. I fondatori della nuova societ, evidentemente consapevoli di questi obbiettivi, si ritrovano l11 luglio 1899 presso la sede del Banco Sconto e Sete dove firmano l'atto costitutivo.
Ben presto la FIAT diverr, come tuttora considerata, il dominio della famiglia Agnelli. Ma ricordiamo che i fondatori furono trenta, che concorsero a formare il capitale iniziale di lit. 800.000, suddiviso in quattromila azioni da lire duecento cadauna. I componenti del consiglio di amministrazione erano i pi bei nomi di Torino: Agnelli, Biscaretti, Bricherasio, Ceriana-Mayneri, Damevino, Ferrero di Ventimiglia, Goria-Gatti, Racca e Scarfiotti e detenevano 150 azioni ciascuno. La maggioranza relativa (705 azioni) era in possesso del Banco Sconto e Sete (partecipato dalla famiglia Agnelli, industriali e commercianti di seta), che aveva collocato altri titoli presso la sua clientela.
Con Scarfiotti presidente e Agnelli amministratore delegato, la Fiat iniziava la sua attivit.
Negli anni successivi, Torino cresce con l'automobile. Nel 1901, con una popolazione di 335.000 unita, gli operai addetti al ramo metalmeccanico sono circa 15.000, tra cui pochissime centinaia nell'industria dell'auto; dieci anni dopo - su un totale di 427.000 abitanti - i metalmeccanici superano le 30.000 unit, per meta impiegati nel settore automobilistico. Grazie a quest'ultimo, nascono interi quartieri popolari; l'esempio pi significativo offerto dal rione San Paolo che, nel periodo 1901-1921, passa da 4.000 a 32.000 abitanti per la presenza di ben tredici case: Ceirano, Chiribiri, Diatto, Fast, Fod, Itala, Lancia, Lux, O.M.T., Nazzaro, SCAT, S.P.A. e Taurinia. A queste bisogna aggiungere l'Ansaldo, che contribuisce fortemente ad aumentare gli abitanti del quartiere.
Barriera di Milano da 5.700 a 25.000. A Torino il nuovo settore dell'industria meccanica non quindi rappresentato dalla sola Fiat che, tuttavia, conquista rapidamente fette sempre pi ampie di mercato. Nel 1904 su 3.080 veicoli fabbricati tra tutte le case italiane, quelli prodotti dalla fabbrica torinese sono appena 268, dieci anni dopo dai cancelli di corso Dante ne escono 4.644, oltre la met di tutta la produzione nazionale. Due fattori permettono alla Fiat di raggiungere cosi rapidamente il predominio sulle aziende concorrenti, gi prima delle ingenti commesse militari durante la grande guerra: la spregiudicatezza di Giovanni Agnelli e la decisione di "fare come il Ford".
Sul primo punto, l'episodio pi noto l'iperbolica crescita dei titoli automobilistici nel 1905-06 e il loro crollo improvviso nel 1907: numerose case devono chiudere o ridimensionarsi, mentre "stranamente" la sola Fiat a posteriori trae da questa rovina un vantaggio incolmabile.
Altro elemento non trascurabile sono i forti sospetti che - nello stesso periodo di questa crescita chiaramente artificiale - la societ torinese sia entrata nell'orbita e nella protezione della Banca Commerciale tramite un prestanome: il fantomatico ing. Attilio Bossi, che appare improvvisamente sulla scena nel 1906, detenendo subito il 30% del pacchetto azionario. Agnelli e i suoi soci - denunciati nel giugno 1908 per illecita coalizione, falsificazione dei bilanci e aggiotaggio - sono poi prosciolti dalle accuse solo quattro anni dopo e in un secondo processo l'anno successivo, bench le perizie giudiziarie del 1909 avessero confermato di fatto tutte le accuse. Al vantaggio che la Fiat acquisisce dalla crisi del 1907, si aggiunge negli anni seguenti un effettivo e notevole aumento della produzione, grazie alla razionalizzazione del lavoro e all'applicazione parziale dei metodi tayloristici. Questo fondamentale "salto di qualit" avviene nel 1912, con l'introduzione della prima utilitaria Fiat prodotta in serie, la tipo "Zero"; la nuova automobile lanciata sul mercato a un prezzo di 8000 lire, che un anno dopo - grazie all'ammortamento dei costi - si abbassa a 6900 lire.
Nello stesso anno Agnelli compie il primo viaggio negli Stati Uniti: da esso trae le decisioni che pi incidono su questa nuova fase produttiva della sua azienda. A Detroit Agnelli, visitando le grandi officine della Ford, apprende quanto la lavorazione in serie possa abbassare i costi e rivoluzionare la produttivit di una industria. La produzione nelle officine della casa di Detroit cresce a ritmo vertiginoso: da 34.550 Ford "Model T" fabbricate nel 1911 a 248.307 del 1913. il risultato dell'applicazione pratica di un nuovo sistema industriale concepito da Henry Ford, comunemente indicato come "fordismo", che consiste nell'integrazione sistematica di quattro elementi: "Time and Motion System", lo studio del modo pi efficace per svolgere una certa prestazione lavorativa; "American System", ovvero l'intercambiabilit dei pezzi; "Jig System", lo studio e la costruzione di apparecchiature ausiliarie necessarie per razionalizzare le lavorazioni meccaniche e "Standardized and Synchronized System". Quest'ultimo, unico tra i quattro elementi formulato da Ford, costituisce la fase che sviluppa e integra in un disegno complessivo i primi tre, coordinandone sinergicamente le potenzialit produttivistiche. Consiste nel collegare in sequenza tutte le operazioni di lavorazione delle parti con quelle dell'assemblaggio attraverso sistemi di movimentazione automatica. In altre parole, la catena di montaggio. La sua introduzione ad Highland Park implica quindi la nascita della moderna industria dell'auto, basata sulla produzione in grande serie. Soprattutto grazie ai quindici milioni di Ford "Model T" prodotte fino al 1927, negli Stati Uniti. L'automobile diventa un indispensabile strumento di lavoro e spostamento per le masse. Bench una tale motorizzazione in Italia (e anche negli altri paesi europei) sia allora neanche ipotizzata e le Fiat rimangano automobili di scuola europea, dalla costruzione raffinata, dal 1912 la parola chiave dietro i cancelli di corso Dante quindi "fare come il Ford".
L'automobile diventa strumento indispensabile del nostro secolo sia con la motorizzazione delle masse americane che tramite un altro processo, ad esso cronologicamente parallelo ma di pi vasta e tragica portata. Dal 1914, con lo scoppio del primo conflitto mondiale, in Europa milioni di uomini nei vari eserciti iniziano a familiarizzare col nuovo mezzo di trasporto. Le case automobilistiche dei paesi belligeranti devono ora far fronte a ingenti commesse militari; vi in particolare una forte richiesta di autocarri per il trasporto delle truppe. Fino a quel momento, in Italia e in Europa si ha dell'automobile una concezione ancora prettamente turistica e sportiva. Con l'impiego bellico, le sue potenzialit sono per la prima volta sperimentate su vasta scala. Al termine del conflitto il nuovo veicolo si dimostrato prezioso strumento di comunicazione con il fronte, indispensabile per il trasporto di merci e uomini; nel nostro paese come nel resto d'Europa.
Durante i quattro anni di guerra, in Italia l'indotto industriale legato all'automobile registra una forte crescita: le aziende del settore passano da 32 nel 1913 a 55 nel 1917 e nello stesso tempo il loro capitale da 300 milioni a due miliardi e mezzo di lire. Torino e la Fiat sono le realt del nostro paese pi coinvolte in questa "industrializzazione di guerra". Nell'arco di soli tre anni la casa torinese quasi quintuplica la produzione di autoveicoli: dai 4.644 del 1914 ai 19.184 nel 1917 (soprattutto camion 18 BL per l'esercito); nello stesso periodo la sua manodopera diretta passa da meno di 4000 a 15000 operai. Il "fordismo", gi adottato in parte nell'anteguerra per la produzione della "Zero", trova ora applicazione su scala maggiore (ben lungi, tuttavia, da essere totale). Solo una produzione in grande serie, basata sulla divisione del lavoro - e per mansioni cosi ripetitive sufficiente l'impiego di donne e adolescenti mentre gli uomini sono al fronte, come in effetti avviene - pu rispondere adeguatamente alle pressanti commesse militari.
Anche le altre principali industrie automobilistiche torinesi - Lancia, Itala e Diatto, cui si aggiungono le milanesi Bianchi e Isotta Fraschini - si ritrovano coinvolte nello stesso processo, ma in misura decisamente inferiore. Grazie alla favorevole congiuntura bellica, alla fine della guerra la Fiat ormai un colosso industriale e finanziario su scala nazionale; dopo l'Ansaldo e l'Ilva - presto travolte dalla crisi del dopoguerra - occupa il terzo posto tra le societ anonime con maggiore capitale. In questo quadro di rapidissimo sviluppo si inserisce la necessit di una nuova fabbrica pi grande e razionale degli stabilimenti di corso Dante, ormai ampliati al massimo. Tra il 1916 e il 1919 avviene quindi la costruzione dello stabilimento Lingotto, prima fabbrica europea di automobili progettata e organizzata per la produzione continua. Elemento significativo: la sua struttura tipica dell'architettura industriale americana di quegli anni. Il nuovo, gigantesco opificio rappresenta la nuova, moderna realt industriale di Torino.
Le necessit belliche hanno anche accresciuto notevolmente il patrimonio tecnologico dell'industria automobilistica torinese, che tende sempre pi a identificarsi con quella nazionale. Ai 39 brevetti depositati dalla Fiat nel 1912-17 ne seguono altri 39 presentati nel solo biennio 1917-18. Inoltre, fin dalle prime settimane di pace, non pochi operatori nel settore credono ormai vicina la motorizzazione dei ceti benestanti.
Nel dicembre 1918 Giovanni Agnelli annuncia l'imminente commercializzazione della Fiat "Tipo 500", una economicissima vettura che, causa probabilmente la difficile congiuntura dei mesi successivi non supera lo stadio del prototipo. Come avviene in Francia e Gran Bretagna, nell'immediato dopoguerra sorgono nei sobborghi torinesi nuove case (Temperino, Moto-Cor, Prince e Fod) che lanciano sul mercato piccole automobili. Il loro successo commerciale comunque effimero, non potendo disporre del capitale sufficiente per iniziare una produzione in serie e quindi razionalizzare i costi; da qui l'impossibilit di gareggiare con la Fiat, sempre pi competitiva nel settore delle vetture di cilindrata contenuta.
La grande casa torinese, a partire dal 1919, pu iniziare ad allestire negli stabilimenti Lingotto, in via di rapida ultimazione, le linee di montaggio per la produzione dell'economica "501", prima automobile italiana ad essere fabbricata in grande serie. Se le 2.200 Fiat "Zero" prodotte nel 1912-15 rappresentano nell'anteguerra un traguardo significativo, in un arco di tempo solo di poco superiore escono dal Lingotto 67.710 "501".
Nel frattempo per l'Italia, uscita vittoriosa dalla tempesta della Grande Guerra, non riesce a vincere il dopoguerra. Giovanni Agnelli, come tutti gli altri industriali, non pu non vedere con timore il disordine piazzaiolo e un sindacalismo barricadiero che finir peraltro per squalificarsi proprio con quel boomerang che fu l'occupazione delle fabbriche. Come molti altri capitalisti, anche Agnelli finanzier le squadre fasciste, ma senza particolare entusiasmo. Questo Mussolini, che vuole di preciso?
Ma prima di qualsiasi analisi, dobbiamo tenere ben presente che il mondo di Agnelli la Fiat, e che la Fiat (per lui) la misura di tutte le cose. "Noi industriali siamo ministeriali per definizione": questa massima del grande torinese potr anche scandalizzare per cinismo, ma semplicemente, pi che realistica, sincera. Il potere politico e il potere economico non possono che vivere in simbiosi mutualistica, se non vogliono rovinarsi a vicenda.
Agnelli lo sa benissimo, come lo sa benissimo Mussolini. E quando quest'ultimo arriva al potere, si stabilisce un clima che potremmo chiamare di reciproca cortesia. I primi provvedimenti del governo fascista non possono che essere graditi agli industriali (la commissione per l'indagine sui proventi di guerra sciolta; di nominativit dei titoli azionari non si parla pi) e allo stesso Agnelli arriva la nomina a senatore, attesa invano sotto Giolitti.
D'altra parte Agnelli sa ricambiare le cortesie, e agisce in modo che il quotidiano La Stampa cessi le sue polemiche col governo, soprattutto dopo il delitto Matteotti, estromettendo Frassati (una delle ultime voci libere rimaste) dalla direzione del giornale. Ma Agnelli tiene molto al suo ruolo: sia ben chiaro che lui il pi importante industriale italiano; non si comporter mai con piaggeria, star sempre su un gradino che, se non pi alto, sar per comunque diverso da quello dei vari postulanti e dei nuovi gerarchi. Riesce a ottenere l'allontanamento di De Vecchi, chiassoso e volgare ras di Torino, ma a sua volta provvede ben bene ad epurare la Fiat dagli ultimi strascichi di sindacalismo che non sia fascista. Non si iscrive al partito, ma la tessera gli viene offerta honoris causa nel 1932. Nel frattempo la politica fascista di riarmo e il grande impulso dato all'attivit aviatoria hanno consentito alla Fiat nuovi enormi guadagni.
Insomma, quando Agnelli, nel clima di epurazione del 1945, disse che la tessera fascista era stata per lui "una croce da accettare" diceva probabilmente, sotto la sua angolatura, la verit. L'appoggio che la Fiat diede a diversi settori della Resistenza, pur mantenendo ottimi rapporti con la Repubblica Sociale e con gli occupanti tedeschi, stanno a dimostrare come la morale fu, sempre, una sola: "Con chiunque, purch questo coincida col bene dell'universo (cio della Fiat)".
Ma torniamo alla storia pi propriamente aziendale: dal 1925 al 1929 la produzione della pi piccola "509" sfiora le centomila unit. Gli altri costruttori torinesi, pur presentando modelli altrettanto validi, non dispongono di mezzi adeguati per contrastare l'aggressivit commerciale della Fiat. Prima la difficile congiuntura del dopoguerra e in seguito la crisi del 1930-32, segnano definitivamente la loro sorte. Nell'arco di un decennio Ansaldo, Ceirano, Chiribiri, Diatto, Itala, S.P.A. e Scat sono costrette a chiudere e spesso ad essere assorbite dalla Fiat. L'eccezione rappresentata dalla sola Lancia che, grazie all'offerta di modelli tecnologicamente all'avanguardia, riesce a conservare fette di mercato relativamente ampie in Italia e all'estero.
Negli stessi anni la Fiat, ben lungi dal limitarsi ad esercitare il quasi-monopolio sul mercato automobilistico nazionale, ha diversificato la propria attivit ed diventata la pi grande realt imprenditoriale del paese. Oltre all'acquisto del quotidiano "La Stampa", l'azienda ha assunto il controllo di buona parte della produzione nazionale nel settore ferroviario, aeronautico e cantieristico.
La fondazione dell'IFI nel 1927 una tappa essenziale in questo processo: negli anni successivi, la finanziaria torinese controlla sessanta tra le pi importanti societ presenti in tutti i settori produttivi. La vita economica, politica e sociale del capoluogo piemontese sempre pi legata alle sorti della grande azienda: dalla fine degli anni venti, Torino ormai la "citt della Fiat". Bench la politica autarchica del regime ne rallenti in parte lo sviluppo e la disfatta militare del 1942-43 lo interrompa del tutto, fin dall'immediato dopoguerra la Fiat, sotto la nuova presidenza di Vittorio Valletta, pronta a reinterpretare il suo ruolo guida per la citt. E per lo sviluppo economico del paese.
Negli anni successivi sar infatti la motorizzazione di massa (a partire dal 1955-57, con l'arrivo sul mercato delle Fiat "600" e "500") il principale volano per il "miracolo economico".

TRATTO DA: STORIA IN NETWORK

Anni di costruzione dei primi modelli FIAT e brevi appunti storici dalle origini ai giorni nostri.

1899 - L'ATTO COSTITUTIVO
L'undici luglio 1899, a Palazzo Bricherasio, viene firmato l'atto costitutivo della "Societ Anonima Fabbrica Italiana Automobili Torino". Trenta azionisti per un capitale sociale di 800 mila lire. Tra i membri del consiglio di amministrazione, Giovanni Agnelli, subito in luce grazie ad un dinamismo unico.

1900 - FIAT 3 1/2 HP
Nel 1900 in Corso Dante 35 viene inaugurato il primo stabilimento Fiat. All'interno dei suoi 12.000 mq, lavorano 150 operai. Durante questo anno vengono realizzate trenta 3 1/2 HP, una due/tre posti "vis vis". Piccola curiosit la vettura non ancora dotato di retromarcia.

1902 - FIAT 24 HP CORSA
Al primo giro d'Italia Automobilistico, 9 vetture Fiat arrivano tutte al traguardo. Nel 1902 viene presentata la 24 HP Corsa, la prima vera e propria vettura da competizione Fiat. Pilotata da Vincenzo Lancia, vince nella corsa in salita Sassi-Superga. Al secondo giro d'Italia Automobilistico Giovanni Agnelli stabilisce il record su Fiat 8 HP.

1906 - FIAT 40 HP CORSA
Nel 1906 i dipendenti Fiat sono diventati 2.500 e le esportazioni ammontano ai due terzi della produzione; negli Stati Uniti la Fiat conquista una fetta di mercato mentre in Italia rileva le officine della Ansaldi, adibite alla produzione di vetture leggere a 4 cilindri. Vincenzo Lancia conquista la Coppa d'Oro a Milano, e mentre Mathis su Fiat 40 HP si aggiudica la Targa d'Oro della Coppa Herkomer.

1908 - FIAT 1 FIACRE
Nel 1908 nasce la Fiat 1 Fiacre di cui vengono prodotti 1600 esemplari. Il mezzo, dedicato al trasporto pubblico, viene adottato a New York, Londra, Parigi e in molte altre citt. Con questo veicolo, per la prima volta, la Fiat adotta il propulsore a "barca", dove il motore incorpora il cambio nel carter.

1910 - FIAT TIPO 3
Nel 1910 la Fiat rinnova totalmente la propria produzione: nascono le Tipo 1,2,3,4,5,6 che presentano per la prima volta gli accumulatori elettrici. Con la Tipo 3, chiamata anche 20-30 Hp, viene adottata la trasmissione a cardano, brevetto Fiat. Per quanto riguarda le competizioni, le vetture Fiat vincono la Coppa del RAC di Spagna, stabilendo a Los Angeles, Atlanta e Narbeth numerosi record di percorrenza, vincono in cinque categorie sulle piste argentine.

1911 - FIAT 300 HP RECORD
La Fiat costruisce la 300 HP Record appositamente per battere il record mondiale di velocit. Il suo motore da 28.353 cm3 di cilindrata e con una corsa di 25 cm, eroga 290 cavalli. Nel 1911, pilotata da Pietro Bordino, tocca i 200 km/h a Brooklands e Saltburn. Nell'aprile del '12, a Long Island, percorre il miglio a 290 km/h.

1912 - FIAT ZERO
Il 1912 l'anno della Zero, conosciuta anche come 12/15 HP, la prima vettura di ridotta cilindrata costruita in serie: ne vengono prodotte circa duemila. Nel 1915, ultimo anno di produzione, verr equipaggiata con impianto elettrico. Sempre nel 1912 viene costituita la Fiat Lubrificanti, mentre in Russia nasce la prima succursale italiana per la costituzione di vetture e ricambi

1915 FIAT 501
Nel 1915 la Fiat produce circa 1000 esemplari della vettura media Fiat 501, quasi tutti forniti al regio Esercito. Con questa vettura la Fiat abbandona la soluzione a "barca". Nella carrozzeria si nota l'allargamento del divano posteriore che permette la sistemazione di tre persone.

1919 - FIAT 501
Nel 1919 viene presentata la vettura utilitaria modello 501, prodotta sotto la direzione tecnica dell'Avvocato Carlo Cavalli. un successo: in Italia e nel mondo ne sono vendute 45 mila unit. Sempre in questo anno si costituisce la Magneti Marelli. Tornando ai record, un'autocolonna di 23 autocarri Fiat 15 Ter effettua la prima traversata automobilistica del Sahara, percorrendo tremila chilometri senza inconvenienti meccanici.

1920 IL SENATORE AGNELLI ED HENRY FORD
Nel 1920 il Senatore Agnelli diventa presidente della Fiat. In quest'anno, la visita agli stabilimenti Ford in America lo convince che la produzione di serie l'unica via possibile per abbattere i costi proibitivi delle vetture. Piccola nota di tecnologia: la Fiat introduce la scatola del cambio a 4 rapporti che consente di superare pendenze del 28%.

1922 IL LINGOTTO
Nel 1922 viene inaugurato il lingotto. Lo stabilimento, che si estende su un'area complessiva di 153.000 mq, si sviluppa su cinque piani completati da una avveniristica pista di collaudo sul tetto.
Tra i vari modelli prodotti spicca la lussuosa Fiat 519, una 6 cilindri di 4766 cm3, equipaggiata con freni sulle quattro ruote, servofreno idraulico e volante regolabile in altezza e lunghezza. Il motore provvisto di valvole in testa, soluzione derivata dalle auto da competizione.

1925 FIAT 509
Nel 1925 lo stabilimento ampliato a 350.000 mp. Al Salone dell'Automobile di Milano viene presentata la 509, la prima utilitaria Fiat prodotta in grande serie. Costa da 16.000 a 25.000 lire. Ne derivano tre versioni: "Sportive", "Taxi" e "Commerciale". Il lancio della vettura coincide con la costituzione della finanziaria SAVA.

1927 FIAT 806 CORSA
Nel 1927 nasce la Fiat 520 con motore sei cilindri 2244 cm3. Oltre all'accensione a spinterogeno, presenta una grande novit: la guida a sinistra. Pietro Bordino vince il Gran Premio di Monza su 806 Corsa. A partire dall'anno successivo la Fiat la prima azienda automobilistica del mondo ad adottare di serie la testata in alluminio sui motori.

1932 - FIAT 508 BALILLA
Nel 1932 la 508 tre marce, chiamata anche Balilla, debutta ufficialmente al Salone dell'Automobile di Milano. Rappresenta per la Fiat l'esempio di vettura pi popolare prodotta dalla sua fondazione; la versione berlina costa 10.800 lire. Il motore a quattro cilindri, dotato di freni idraulici, rapida in salita e solidissima. Viene anche detta "tariffa minima" per il consumo ridotto (8 litri per 100 km).

1934 - FIAT BALILLA 4 MARCE
Al Salone dell'Automobile del 1934 viene presentata la Balilla 4 marce. Tre mesi dopo il debutto della versione berlina, a 2 o a 4 porte, vengono lanciati anche i modelli Spider e Torpedo. Complessivamente verranno prodotte 113.000 unit.

1935 - FIAT 1500
Nel 1935 con la Fiat 1500 sono messi in pratica anni di studio sull'aerodinamica. Oltre alla linea innovativa, la vettura presenta un motore 6 cilindri e valvole in testa, sospensioni anteriori a ruote indipendenti e telaio tubolare.

1936 - FIAT 500
Nel 1936 nasce la 500, subito ribattezzata "Topolino". la pi piccola automobile del mondo prodotta in grande serie. Dal '36 al '55 ne saranno prodotte oltre 510.000 unit. Le sue linee tondeggianti rompono la tradizione della vettura squadrata, la leggera carrozzeria metallica consente una produzione estremamente fluida. In questo anno si d il via alla costruzione del complesso industriale di Mirafiori.

1938 - FIAT 508C MILLE MIGLIA
Nel 1938 debutta la Fiat 508C Mille Miglia. la prima Fiat con carrozzeria a fiancata continua. Appena scende in pista vince nella sua categoria e conquista un primato: 1620 chilometri a 112 km/h di media.

1939 - TORINO MIRAFIORI
Nel 1939 viene inaugurato lo stabilimento di Torino Mirafiori. Un milione di metri quadrati, di cui 300.000 coperti. Vi lavorano, in due turni, 22.000 operai. In questo anno viene presentata la Fiat 1100 Mus0ne.
1945 - IL SENATORE GIOVANNI AGNELLI
Nel 1945 muore il Senatore Giovanni Agnelli.

1946 - VITTORIO VALLETTA
Nel 1946 Vittorio Valletta dopo aver percorso tutte le tappe della gerarchia aziendale, assume la guida della Fiat. Durante la sua presidenza vengono realizzate numerose vetture di successo.

1948 - FIAT 500 BELVEDERE
Nel 1948 al Salone di Ginevra viene presentata la 500 B, in versione berlinetta e giardinetta. Il Salone di Torino vede invece l'esordio della Giardinetta Belvedere, un'utilitaria quattro posti adibita al trasporto promiscuo. La carrozzeria realizzata in metallo, legno e masonite.

1949 - FIAT 500 C
Nel 1949 nascono i modelli 500 C, 1100 E e 1500 E. La 1100 E introduce il cambio con comando al volante e la seconda marcia sincronizzata. La 500 C presenta importanti novit come l'impianto di serie per il riscaldamento interno e il disappannamento del parabrezza.

1950 - FIAT 1400
Il 1950 si apre con l'esordio di una nuova vettura Fiat a carrozzeria portante, la 1400, la prima Fiat del secondo dopoguerra sostanzialmente nuova sia per lo stile, sia per la meccanica. L'impianto di aerazione e di riscaldamento di serie.

1951 - FIAT CAMPAGNOLA
Nel 1951, costruita secondo lo schema Jeep, la Fiat Campagnola debutta alla Fiera del Levante di Bari. Realizzata anche in versione militare, AR 51, adotta un motore anteriore da 1901 cm3, quattro ruote motrici, avantreno inseribile, riduttore. Nel '52 la Campagnola compie l'attraversamento verticale dell'Africa in 11 giorni, 4 ore e 54 minuti, stabilendo il record mondiale.

1952 - FIAT 8 V
Nel 1952, al Salone di Ginevra, la Fiat lancia una berlinetta due posti dalle levate prestazioni e caratteristiche aerodinamiche d'avanguardia: la 8V, la prima Fiat prodotta con sospensioni a quattro ruote indipendenti. Vengono anche presentate la 1900 berlina e la 1900 Granluce, caratterizzata dal primo esempio di trasmissione automatica, con giunto idraulico interposto fra motore e frizione.

1953 - FIAT 1400 DIESEL
Nel 1953 i dipendenti Fiat sono diventati 71.000, mentre il capitale sociale di 57 miliardi di lire. Viene presentata la prima Fiat alimentata a gasolio, la 1400 diesel, che monta il motore del furgone 615. Anche la Campagnola adotta un motore diesel.
1955 - FIAT 600
Nel 1955 al Salone di Ginevra viene lanciata la Fiat 600, la grande utilitaria con motore posteriore, sospensioni a quattro ruote indipendenti e carrozzeria a struttura autoportante. Fino al 1960 ne saranno prodotte, anche in versione "Multipla", pi di 950.000 unit, che arrivano a 4.034.000 se si includono quelle prodotte su licenza.

1957 - NUOVA FIAT 500
Nell'estate del 1957 la Fiat presenta la Nuova 500. Adotta un motore posteriore a due cilindri raffreddato ad aria. Nel 1960 viene ampliata la gamma con la 500 giardinetta, brillante anticipazione dello stile Station Wagon. A fine produzione, nel 1975, ne saranno costruite 3.678.000 unit.

1959 - FIAT 1800
Nel 1959 vengono presentate le Fiat 1800, berlina e familiare e la 2100, quest'ultima in versione berlina speciale e cabriolet. Le vetture sono dotate di valvole in testa inclinate trasversalmente, cambio sincronizzato, barre di torsione sull'avantreno e surpressore nell'impianto frenante.

1961 - FIAT 1300
Nel 1961 la Fiat introduce la 1300 e la 1500, nuove vetture per carrozzeria e soluzioni tecniche; hanno un corpo vettura praticamente identico e due motorizzazioni, 65 e 72 CV. Vengono anche prodotte la 1800 B, la 2300, la 2300 S coup.

1964 - FIAT 850
Nel 1964 nasce l'evoluzione della 600, la Fiat 850, una berlina due porte con carrozzeria autoportante, motore posteriore a quattro cilindri raffreddato ad acqua e sospensioni indipendenti. Ne saranno costruite 2.865.800 unit.

1966 - L'AVVOCATO GIOVANNI AGNELLI
Nel 1966 l'Avvocato Giovanni Agnelli diventa il nuovo presidente della Societ. Nello stesso anno al Salone di Torino viene presentata la Dino Spider. Il suo motore, che si ispira a quello dell'omonima Ferrari, presenta un inedito quattro alberi a camme in testa con differenziale autobloccante; di nuova concezione anche le balestre monofoglia nel retrotreno.

1967 - FIAT 124
Nel 1967 la Fiat 124 "Auto dell'Anno". una berlina a 5 posti equipaggiata con un motore totalmente inedito a quattro cilindri di 1200 cm3. prodotta anche in versione familiare e spider, quest'ultima disegnata da Pininfarina ed equipaggiata con motore a 4 cilindri di 1438 cm3, con due alberi a camme in testa azionati da cinghia dentata. Degna di nota anche la nascita della Dino Coup 4 posti disegnata da Bertone.

1968 - FIAT 500 LUSSO
Nel 1968 Fiat raggiunge la quota vendita di circa 1 milione e mezzo di autoveicoli, di cui 542.000 esportati. Durante questo anno presenta la 850 Special, le 850 sport e coup e spider, la 500 Lusso, la 124 e la 125 special. La Magneti Marelli realizza l'accensione elettronica ad alta energia. Questa innovativa soluzione tecnica viene adottata su Fiat Dino e Dino Ferrari. Sempre per quanto riguarda le innovazioni, Fiat presenta al Salone di Torino il prototipo di City-Taxi, frutto di ben 15 brevetti.

1969 - FIAT DINO COUP
Nel 1969 la Fiat investe oltre 300 miliardi di lire nel Mezzogiorno. Viene anche acquistato il capitale della Lancia e il 50% di quello della Sefac-Ferrari. La gamma delle vetture Fiat si arricchisce dei modelli 128, la prima Fiat a trazione anteriore e del modello 130, la berlina destinata a rappresentare il "top" della gamma; viene anche presentata la super-sportiva Dino Coup 2400.

1970 - FIAT 128
Nel 1970 la Fiat 128 "Auto dell'Anno". La vettura, prodotta in versione berlina 2 o 4 porte familiare, la prima Fiat ad adottare un motore trasversale di 1100 cm3. In Russia la Fiat avvia la produzione su un'area coperta di 1.455.000 mq.

1971 - FIAT 127
Nell'aprile del 1971 viene presentata la 127, destinata a sostituire la 850. Decisamente innovativa per i tempi, la vettura incontra un grande successo di mercato anche all'estero e nel 1972 si aggiudica il premio "Auto dell'Anno". Alla fine del maggio 1974 verr prodotta la milionesima 127.

1972 - FIAT 126
Nel 1972 la Fiat presenta la nuova utilitaria 126, la sportiva X19, la 124 Abarth Rally e la 132, dedicata alla fascia alta di mercato. Questa vettura viene presentata in tre versioni: "normale" e "special" dotate di un motore 1600, e "special" 1800. La 132 "special", che prevede una numerosa serie di optional, la prima berlina Fiat ad avere lo specchietto retrovisore esterno di serie.

1976 - FIAT 131
Nel 1976 Fiat adotta nell'impianto di Torino Mirafiori il primo sistema automatizzato di accoppiamento della scocca con la parte meccanica della vettura. Nel campo delle corse la 131 Abarth Rally sostituisce la 124. Dopo pochi mesi vince il Rally dei 1000 laghi.

1978 - ROBOGATE
Nel 1978 la Ritmo debutta con un'ampia scelta di optional che vanno dall'aria condizionata alla trasmissione automatica a tre rapporti. Per quanto riguarda la produzione, entra in funzione negli stabilimenti di Rivalta e di Cassino il Robogate, il primo sistema al mondo robotizzato e flessibile di assemblaggio delle scocche.

1979 - NASCE LA FIAT AUTO S.p.A.
In questo anno si costituisce la Fiat Auto S.p.A. che riunisce Fiat, Lancia, Autobianchi, Abarth, Ferrari.

1980 - FIAT PANDA
Agli inizi del 1980 Fiat lancia una nuova utilitaria, battezzata con il nome del simpatico simbolo del WWF, il Panda. La carrozzeria di questa due volumi tre porte disegnata da Giugiaro. A trazione anteriore disponibile con due propulsori: un bicilindrico 650 cm3 raffreddato ad aria e un quattro cilindri di 900 cm3 raffreddato ad acqua.

1981 - FIAT ARGENTA
A fine maggio Fiat presenta l'Argenta. La vettura, che va a sostituire il modello 132, offre tre scelte di potenza: benzina 1600, benzina 2000 iniezione elettronica e diesel 2500, quest'ultimo riconoscibile dal caratteristico rigonfiamento sul cofano motore. Nel 1982 viene presentato al Salone di Torino la 2000 iniezione, dotata di accensione elettronica "Digiplex".

1983 - FIAT REGATA
Al salone di Francoforte Fiat presenta la Regata, una delle pi importanti novit nel segmento delle vetture medie. Questa berlina tre volumi offre un'ampia scelta di versioni: Regata 70 con motore a benzina 1300, Regata 85 con motore a benzina 1500, Regata 100 con motore a benzina 1600 e Regata Diesel 1700. La versione 70, offre inoltre tre allestimenti: "Base", "Super" ed "E.S.", quest'ultimo dotato di un motore capace di contenere notevolmente i consumi nel traffico intenso.

1984 - FIAT UNO
Nel 1984 la Uno, presentata alla stampa internazionale a Cape Canaveral, "Auto dell'Anno". Verr in seguito equipaggiata con il motore Fire, realizzato nello stabilimento di Termoli e caratterizzato da soluzioni tecniche d'avanguardia. il primo 1000 cm3 ad iniezione elettronica. Altro record per questa vettura; l'auto pi prodotta nella storia della Fiat.

1985 - FIAT CROMA
Nel 1985 la novit la Croma, realizzata in cinque versioni, da 1600 a 2000 cm3 a benzina, 2500 diesel e 2400 turbodiesel. La gamma viene arricchita nel 1988 con il primo propulsore 2000 turbodiesel a iniezione diretta montata su una vettura di grande serie. Viene inaugurato Termoli 3, lo stabilimento pi automatizzato al mondo nel settore auto.

1988 - FIAT TIPO
Nel 1988 viene presentata la Tipo, eletta "Auto dell'Anno" nel 1989. La vettura, berlina due volumi a cinque porte, equipaggiata con 5 motorizzazioni, tre a benzina e due diesel, e offre due grandi allestimenti: Base e Digit. La produzione della Tipo segna un'altra conquista della tecnologia Fiat: la linea produttiva a "isole". Cinque anni pi tardi, nel 1993, sar proposta al pubblico la versione tre porte 2.0 sedici valvole.

1990 - FIAT TEMPRA
Nel febbraio 1990 debutta la Tempra, una berlina media tre volumi che deriva dalla meccanica Tipo. Motori 1300 e 1600, quest'ultimo disponibile anche in versione catalizzata. In seguito saranno prodotte versioni 1800 e 2000 iniezione elettronica, disponibili anche con trasmissione automatica a 4 rapporti a controllo elettrico.

1991 - FIAT CINQUECENTO
Alla fine del 1991 viene presentata al pubblico l'erede della 126, la nuova 500. Due motorizzazioni disponibili: bicilindrico a "sogliola" di 704 cm3 e il 4 cilindri di 903 cm3 ad aste e bilancieri.

1993 - FIAT PUNTO e FIAT PUNTO CABRIO
Presentata nel 1993, la Punto diventa "Auto dell'Anno" nel 1995. Disponibile in 14 colori e 31 versioni tra cui GT e Cabrio. Tre o cinque porte, tre livelli di allestimento motori Fire di ultima generazione, anche con cambio a 5 marce e cambio a variazione continua controllato elettronicamente.

1993 - COUP FIAT
Presentata nel dicembre 1993, il Coup Fiat la sintesi della pluridecennale esperienza maturata da Fiat in questo segmento di mercato. Carrozzeria realizzata da Pininfarina e Centro Stile Fiat. Motore 2000 16 valvole ad albero controrotante per una perfetta equilibratura. 142 CV, da 0 a 100 in 9.2 secondi.

1994 - FIAT ULYSSE
Debutta nel marzo 1994 al Salone di Ginevra e va a posizionarsi in un segmento in progressiva espansione; quello delle monovolume. Ulysse presenta otto comodi posti totalmente modulari e tre scelte di potenza: aspirato 2 litri 4 cilindri a gestione elettronica; turbo 2 litri; turbo diesel.

1995 - FIAT BARCHETTA
Nel marzo '95 viene presentata la due posti Barchetta, brillante citazione stilistica di questa celebre linea. Sportiva e confortevole sui percorsi misti, agile e fluida nel traffico urbano, questa vettura dotata di un propulsore 1.8 16 valvole, che consente di raggiungere i 200 km/h.

1995 - FIAT BRAVO - FIAT BRAVA
Nel 1995 nascono Fiat Bravo e Fiat Brava. Per la prima volta nella storia di Fiat Auto, vengono presentate insieme due vetture diverse per dimensioni, design e tipologia di utenza, ma sviluppate sulla base di una comune matrice progettuale.

1996 - FIAT MAREA - FIAT MAREA WEEKEND
La gamma Tempra viene sostituita dalla Marea, berlina e SW. Masse morbide. Linee fuggenti. Ampie superfici vetrate. Perfetto equilibrio di ogni volume. Tre motori a benzina plurivalvole. Tre motori diesel, sovralimentati mediante turbocompressore. Una meccanica evoluta e moderna.

1997 - FIAT PALIO WEEKEND
Nel 1997 esce Fiat Palio Weekend, un'auto giovane e versatile che interpreta il concetto di qualit della vita. Tra le sue caratteristiche principali c la versatilit, che ne fa una vetttura adatta alle pi diverse attivit: lavoro, viaggi, sport e tempo libero.

1997 - FIAT MAREA BIPOWER
Fiat Marea diventa "Bipower", caso unico nel panorama automobilistico italiano, offerta con un doppio impianto di alimentazione: benzina e metano, il gas naturale considerato il combustibile alternativo pi "pulito ed economico".

2005 - FIAT PUNTO CULT - FIAT IDEA
Fiat Punto Cult tua con meno di 6 Euro al giorno, con anticipo zero e zero maxirata finale(1). Da oggi per te con climatizzatore, autoradio con cd, cerchi in lega 15, vernice metallizzata, motori Euro 4, chiusura centralizzata con telecomando, ABS con EBD, volante sportivo a tre razze, servosterzo elettrico Dualdrive, nuovi interni e nuovi esterni in effetto to touch. Ultimissima novit la fiat idea (Fiat Idea 1.2 16v Prezzo chiavi in mano, IPT esclusa, da 12.960 Euro)

FONTE: STORIA IN NETWORK e WIKIPEDIA/STORIA "FIAT"


 

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